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martedì 29 maggio 2012

Una manciata di case, lì… tra cielo e mare, che cercavano il respiro dell’onda....FAEDIS





6 commenti:

  1. porzus faedis italia budapest 1956 con i compagni comunisti stalin,paietta,berlinguer,natta, mao,lenin, gorbaciov,,ceausescu,dahalema,ecct,

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  2. strage di Porzûs, la malga in comune di Faedis dove il 7 febbraio 1945

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  3. eccidio di Porzûs e di Bosco Romagno, dei drammi della Resistenza al confine orientale, con molti studiosi che si buttarono su quei fatti e sugli archivi che si riaprivano (soprattutto a Lubiana, Belgrado e Mosca) con la volontà di scoprire la verità e ricollocare quegli avvenimenti nel contesto internazionale nel quale maturarono.

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  4. I fazzoletti verdi della brigata partigiana Osoppo, che agivano nelle malghe delle valli del Natisone, andavano eliminati perché si opponevano al predominio sloveno sulla Resistenza friulana e soprattutto perché non riconoscevano la giurisdizione di Tito sulle terre che loro consideravano italianissime e che invece si andava profilando per il dopoguerra. Da qui l'ordine ai gappisti che, con la compiacenza del Pci, eseguirono la "sentenza di morte" prima a Porzûs e qualche giorno dopo a Bosco Romagno, a pochi chilometri di distanza dalla malga

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  5. «Il dibattito pubblico e la storiografia hanno continuato ad avallare ricostruzioni parziali quando non ideologicamente viziate - ha scritto Elena Aga-Rossi - Si è voluto ridurre l'eccidio a un episodio di violenza come tanti altri, evitando di inquadrarlo nella particolare situazione del confine orientale, che non può essere ricondotta nei termini di una contrapposizione fascisti/antifascisti: qui emerse nel modo più evidente la contrapposizione tra antifascisti democratici, comunisti e il carattere internazionalista del Pci, che subordinava la liberazione del Paese all'obiettivo dell'instaurazione di un regime socialista».

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  6. Con la sua visita a Porzûs - la malga dovrebbe diventare presto monumento nazionale - il presidente Napolitano vorrà ricordare quei fatti per inserirli in una prospettiva di riconciliazione e di superamento dei confini. Insomma la prosecuzione - o la chiusura del cerchio - dello 'spirito di Trieste', cioè dell'incontro del 2010 dei tre presidenti di Italia, Slovenia e Croazia con il quale Napolitano ha inteso chiudere le 'ferite' del confine orientale che, oltre a Porzûs, hanno al centro, e ancora sanguinanti, le persecuzioni fasciste contro gli sloveni, le foibe e la Risiera di san Sabba. Con un obiettivo: far diventare questi drammi patrimonio collettivo, dell'intera nazione. E con una speranza: che non si ripetano mai più.

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